venerdì 18 maggio 2012

ZigZart



Sabato 19 e domenica 20 maggio
presso la Comunità Rom di Via Idro
un evento dedicato alla cultura zigana nell'ambito dell'iniziativa Via Padova è meglio di Milano
Ospite speciale: Alessio Lega


Il Museo del viaggio Fabrizio De André è lieto di invitarvi,
domani, 19 maggio e domenica 20, nell'ambito della terza edizione della manifestazione Via Padova è meglio di Milano, all'evento ZigZart, organizzato da SitArt presso il campo nomadi di via Idro. 
ZigzArt è il titolo dell’evento promosso da SITART nel campo Rom di via Idro a Milano.
Il progetto nasce con le intenzioni di riqualificare più che il luogo, le relazioni tra i Rom e i cittadini in occasione della festa di “Via Padova è meglio di Milano” cantiere d’integrazione multiculturale in progress.
Gli artisti: Ilaria Beretta, Beppe Carrino, Angelo Caruso, Federico De Leonardis, Carlo Dulla, Pino Lia, Elisabetta Oneto, Sabina Sala, Stefano Sevegnani, con la direzione artistica di Jacqueline Ceresoli, hanno creato installazioni site-specific, temporanee sul luogo, per condividere con gli abitanti un progetto di estetica sociale e di arte sostenibile.
Sitart, da anni agisce nei luoghi urbani con azioni di Social Art: una forma di arte pubblica attiva, temporanea, che trasforma le relazioni tra gli artisti, le persone, il luogo e il pubblico in un progetto di attivazioni di dinamiche culturali e sociali.
Social Art
di Jacqueline Ceresoli

Nell’era dell’iperconnessione veloce “Tout change, tout bouge, tout va de plus en plus vite” e la rete per alcuni è una corsia preferenziale che accelera contatti ed evoluzioni sociali, per altri, gli emarginati digitali, separa vite, stili e identità di moltitudini di persone che si rifugiano in campi situati ai confini della città dove, nei migliori casi, si recupera un modello di comunità agricola, di villaggio contadino, in alternativa al modello urbano, ponendo alla base della società non il denaro, ma il patto di rispetto e di solidarietà tra gli individui.
Il Campo di via Idro è un Eden anomalo, trasformato in centro di convivenza tra etnie diverse, situato al termine di via Padova e vicino alla Tangenziale est, abitato da oltre 20 anni da circa 120 Rom Harvati, diventati cittadini italiani. Questa tribù urbana è costituita da residenti iscritti al Servizio Sanitario con bimbi scolarizzati e la metà di loro ha meno di 18 anni. Date queste condizioni di stanzialità, ex nomadi hanno trasformato il campo in una comunità, dove si contano più case che roulotte, molte delle quali con verande, orti o giardini, cavalli, galli e galline, tacchini, cani, gatti, ponendosi in un rapporto osmotico con il territorio, ma non con il tessuto urbano. In questa comunità di integrati, ma divisi dai cittadini per scelte di vita, 9 artisti italiani diversi per età, formazione e linguaggi adottati, hanno creato site-specific e installazioni a tecnica mista temporanee sul luogo, per condividere con gli abitanti un progetto di estetica sociale e di arte sostenibile promosso da Sitart.

ZigzArt nasce con le intenzioni di riqualificare più che il luogo, le relazioni tra i Rom e i cittadini in occasione della festa di via Padova, cantiere d’integrazione multiculturale in progress.
Dall'inizio di via Idro, lungo la Martesana, all’angolo di via Padova fanno capolino le vele colorate e i nastri di carta riflettente che definiscono un ”Isola” immaginaria di Stefano Sevegnani, affacciata sul Naviglio.
Da via Padova fino al Villaggio Idro si estende intorno alla campagna limitrofa il “Serpente d’oro”, di Sabina Sala, composto da chicchi di grano: l’oro del Mediterraneo e delle civiltà contadine.
Ilaria Beretta evoca il concetto di “migrazione” con una gigantesca capanna di stoffa, come ready made del nomadismo dei Rom, prototipo di abitazione di uomini in movimento, divenuti stanziali con la casa.
All’ingresso del Villaggio, troverete disegnato sul muro con martello e scalpello l’opera “Pastorale” di Federico De Leonardis, un grande bastone, simbolo del pastore che guida e accudisce al suo gregge, come insegna di un modello di vita idilliaca e bucolica, come alternativa a quello urbano.
Angelo Caruso ricopre con “Foulards” variopinti di gusto gitano, donati dalle donne del Villaggio, “la grande serra del perduto lavoro” della Cooperativa Rom che coltivava piante da vendere al mercato ora abbandonata, qui riutilizzata come rifugio per galline e altri animali da allevamento, cavalli al pascolo, liberi di circolare sull’antistante orto coltivato: è un’altra evocazione simbolica di vita agreste, perduta con la rivoluzione industriale, quando l’uomo ha interrotto la relazione con la natura.
Zigzagando dentro il villaggio, lungo la strada principale, noterete l’installazione “Fiat Lux”, realizzata con alcune centraline di energia in disuso, trasformate da Carlo Dulla in simbolici altarini, in cui compaiono ex voto di luce, di gas e di acqua come apparizioni, presenze miracolose non sempre garantite in questo campo.
Davanti al Centro Polifunzionale del villaggio, pensato come presidio sanitario, sociale e culturale, sempre chiuso e poco utilizzato dal Comune, Elisabetta Oneto presenta, “Pori”, un’installazione di code di cavallo, che per i Rom rappresenta un mezzo di trasporto, di sostentamento ed è il simbolo della loro cultura nomade.
All’interno dell’edificio, Beppe Carrino ha rivestito una stanza con “Scritture del corpo”: una serie di disegni a matita che rappresentano i calchi di mani, piedi e fronte di varie persone e abitanti del Villaggio. Questa istallazione ambientale prevede il coinvolgimento del pubblico che si presterà a lasciare una traccia del suo passaggio nel campo.
Nel cortile dell’edificio dismesso, c’è ormeggiata una “Bari–Barca” di Pino Lia, a forma ellittica, in centro una ruota, simbolo del timone, circondata da ramificazioni dalle quali pendono guanti in lattice e rose con immagini multietniche, come metafora del viaggio e delle migrazioni di popoli sulla scia del sogno di una terra promessa.

Sitart, da anni agisce nei luoghi urbani con azioni di Social Art: una forma di arte pubblica attiva, temporanea, che trasforma le relazioni tra gli artisti, le persone, il luogo e il pubblico in un progetto di attivazioni di dinamiche culturali e sociali, mettendo in discussione il ruolo dell’artista in questo ambito, meno autoreferenziale e più utile alla collettività, sull’esempio della “Scultura Sociale” di Beuys e trasforma Milano in un prototipo di “Museo diffuso”, dal centro alle periferie, open-space di un’arte sostenibile contro la museificazione dell’arte contemporanea, dinamica e complessa.


ZigZart
Evento organizzato da SITART
Ideato e curato da Angelo Caruso
Direzione artistica Jacqueline Ceresoli
Direzione all’accoglienza nel Villaggio Fabrizio Casavola
Luogo: via Padova angolo via Idro al Campo Nomadi sul Naviglio Martesana.
Periodo: 19+20 Maggio 2012
Partner: Comunità Rom di Via Idro, Comitato Vivere in Zona 2, Associazione AB, City Art, Anpi Crescenzago, Martesana 2, Teatro degli incontri.

Per info:
Angelo Caruso
Cell. 3357689814

Lo staff del Museo del viaggio

venerdì 30 marzo 2012

BAHTALO ROMANO DIVES Giornata Internazionale del popolo Rom

Il Museo del Viaggio Fabrizio De André è lieto di invitarvi, sabato 31 marzo, ad un evento organizzato in occasione della Giornata Internazionale del popolo Rom, il Romano Dives, che cade l'8 aprile. 


La Giornata Internazionale del popolo Rom si celebra l'8 aprile, in ricordo del primo congresso mondiale dei Rom svoltosi a Londra nel 1971che stabilì come denominazione officiale della nazione Romanì il nome "Rom", letteralmente "uomo", o "popolo degli uomini", inclusivo di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo: Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchél, Vlax, Domari, Nawar...; si scelse l'inno nazionale "Djelem djelem", composto nel 1969 da Zarko Jovanovic e la bandiera: una ruota indiana rossa su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d'erba, per metà azzurra, a simboleggiare gli spazi del cielo. In quel congresso si costituì la Romani Union, la prima organizzazione mondiale dei Rom, riconosciuta dall' ONU nel 1979.


Sabato 31 marzo, dalle 18.00 alle 20.00
Sala Ricci - Fondazione San Fedele - Piazza San Fedele 4, Milano


Giorgio Bezzecchi e Djana Pavlovic , Consulta Rom e Sinti di Milano, introducono:


Pietro Vulpiati, in rappresentanza dell'UNAR,
Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del Comune di Milano,
Marco Granelli, assessore alla coesione sociale del Comune di Milano,
Giacomo Costa, presidente della Fondazione San Fedele,
Chiara Daniele, direttrice della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,
Elena Valdini, Fondazione Fabrizio De André,
Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano


Inoltre:


Suoni e voci di giovani a confronto con vecchi maestri


Arnoldo Mosca Mondadori, presidente del Conservatorio di Milano, con i ragazzi del progetto "Sulla strada della musica",
Adalberto Ferrari, scuola via Maffucci Pavone con il gruppo Improklex Workshop,
Giovani talenti dei campi di via Bonfadino e di via Vaiano Valle,


I maestri:
George Moldoveanu, violino
Jovica Jovic e Rusten Selimovic, fisarmonica



Lo staff del Museo del Viaggio

lunedì 19 marzo 2012

Al Museo del Viaggio: la forza del razzismo e la debolezza dell'antirazzismo

fotografia di Papaitox
Il Museo del Viaggio Fabrizio De André è lieto di invitarti all'ultimo incontro del ciclo "Il popolo Rom: lingua, cultura, storia, tradizioni e attualità", dedicato al difficile argomento del razzismo contemporaneo, declinato in particolare nella forma dell'antiziganismo e della sua controparte: l'antirazzismo.
Relatore principale sarà Alfredo Alietti, ricercatore in Sociologia Urbana e del Territorio presso l’Università di Ferrara.

L'incontro si propone di fornire alcuni spunti per elaborare delle efficaci riflessioni critiche sulle pratiche dell’antirazzismo: di fronte alla forza del razzismo, l’antirazzismo cosa fa? Ha senso quello che si è fatto fino ad ora per contrastare un razzismo sempre più presente a qualsiasi livello sociale e popolare? Quali potrebbero essere possibili nuove pratiche da mettere in campo sul fronte dell’antirazzismo?


In occasione della sua prossima pubblicazione, Alfredo Alietti, proporrà le sue riflessioni, partendo dalle sue più recenti analisi sul fenomeno del razzismo.

Non mancate!
E' consigliabile la prenotazione a: museodelviaggio@gmail.com



Giovedì 22 marzo
dalle ore 17.00 alle ore 19.00
presso il Museo del Viaggio Fabrizio De André
Campo di Rogoredo - Via Impastato 7, Milano 

Alfredo Alietti, è ricercatore in Sociologia Urbana e del Territorio (SPS/10) presso l’Università di Ferrara. Ha condotto numerose ricerche a livello nazionale e internazionale su differenti temi, in particolare: il razzismo e il pregiudizio, le relazioni interetniche in contesto urbano, i processi di segregazione sociale e spaziale, l’analisi dei progetti di riqualificazione urbana. Attualmente svolge attività di ricerca sul tema delle politiche abitative in Italia e sui processi di discriminazione nel contesto europeo. E’ membro della rete internazionale di studi e ricerche “Urban Advanced Marginality” e membro del Research Network “Racism, Anti-Semitism and Ethnic Relations” dell’European Sociological Association.
Ha scritto e curato diversi saggi e articoli, tra cui: La convivenza difficile, L’Harmattan Torino, 1998, Milano, Stadera. Abitare la città delle differenze, Franco Angeli, Milano, 1998; (con D. Padovan) Sociologia del razzismo, Carocci, Roma, 2000, Metamorfosi del Razzismo, Antologia di scritti su distanza sociale, pregiudizio e discriminazione, Franco Angeli, Milano, 2005, Società Urbane e convivenza interetnica, Franco Angeli, Milano, 2009, Migrazioni, politiche urbane e abitative: dalla dimensione europea alla dimensione locale, Fondazione Ismu, Milano, 2011.


Lo staff del Museo del Viaggio

mercoledì 14 marzo 2012

Al Museo del Viaggio: Abitare Rom, vecchie soluzioni e nuove proposte

La questione abitativa è una delle tematiche più interessanti e complesse legate alla realtà del popolo Rom. Molto è stato detto, poco ancora è stato fatto, molto ancora ci sarà da dire e da fare.


Il Museo del Viaggio propone, per la penultima giornata del primo ciclo di incontri "Il popolo Rom"
lingua, cultura, storia, tradizioni e attualità" una riflessione sul senso dell'abitare, sulla vita nei campi, sulla stanzialità, sulle risorse che potrebbero essere spese per una vita abitativa migliore.


Ne parleremo con l'architetto Daniele Brandolino, progettista del Museo del Viaggio e con Giorgio Bezzecchi, responsabile della cooperativa Romano Drom che ha curato per molti anni la manutenzione di alcuni campi rom milanesi.


Vi aspettiamo!


Giovedì 15 marzo
dalle ore 17.00 alle ore 19.00
presso il Museo del Viaggio Fabrizio De André
Campo di Rogoredo - Via Impastato 7, Milano


Per confermare la presenza scrivere a museodelviaggio@gmail.com


Ingresso con sottoscrizione libera.


Lo staff del Museo del Viaggio


Museo del Viaggio under construction: galleria  fotografica dei lavori di ristrutturazione del Campo di Rogoredo:

mercoledì 15 febbraio 2012

A Vittuone si racconta il Porrajmos

A Vittuone, dal 15 al 19 febbraio, una mostra e uno spettacolo dedicati al Porrajmos:


La sezione Anpi "Carlo Chiappa" di Sedriano/Vittuone, insieme al Circolo Acli di Vittuone e in collaborazione con la Parrocchia di Vittuone organizzano due interessanti iniziative dedicate alla conoscenza della cultura e della storia delle popolazioni rom e sinti. 


La Mostra sull'olocausto degli zingari, il Porrajmos, elaborata con passione e serietà nella ricerca storica dalle Anpi di Magenta e del Magentino è un percorso che raccontalo sterminio delle vittime -tra le 500.000 e un milione- del "triangolo marrone", internati nei campi di sterminio e giustiziati per la sola colpa di essere rom e sinti. Sarà esposta presso l'Oratorio di Vittuone in via Villoresi dal 15 al 19 febbraio.


Venerdì 17 febbraio, invece, alle ore 21.00,  presso la Sacra Famiglia di Vittuone in via 25 aprile (zona vicino al Palo di Vittuone) si terrà lo spettacolo "SI BRUCI LA LUNA", in collaborazione col Museo del Viaggio "Fabrizio De Andrè" di Milano Rogoredo. Canzoni rom con la chitarra di Alessio Lega e la fisarmonica di Guido Baldoni, mentre voce narrante sarà Giorgio Bezzecchi, figlio di deportati nei campi nazisti, che ci parlerà della sua esperienza e del ripetersi, anche ai giorni nostri, del pregiudizio verso la sua gente, come testimoniano gli sgomberi a oltranza dei campi nella sua città di residenza, Milano.


Lo staff del Museo del Viaggio

martedì 14 febbraio 2012

Il popolo rom visto da Fabrizio De André.

Giovedì 16 febbraio, al Museo del Viaggio Fabrizio De André,
incontro con Walter Pistarini, autore de: Il libro del mondo. Le storie dietro le canzoni di Fabrizio De André.
Durante l'incontro verranno ripercorse alcune canzoni di De André, con l'aiuto musicale di Alessio Lega.
Interverrà inoltre Giorgio Bezzecchi che ha collaborato a lungo con il cantautore genovese, traducendo per lui i versi finali di "Khorakhane" in lingua romanès.


Giovedì 16 febbraio
ore 17.00
presso il Museo del Viaggio Fabrizio De André
Via Impastato,7
Rogoredo, Milano


Il libro si concentra sulle storie sottese alle canzoni di Fabrizio De André: gli aneddoti, le curiosità, le vicende personali e le opinioni del cantautore genovese.
Il libro del mondo indaga tutta la produzione del cantante, dagli esordi (1961) fino all’ultimo disco Anime Salve (1996), con l’obiettivo di ritrovarne le fonti, i riferimenti musicali e letterari.


Ma l’assassino ha ucciso il pescatore? Come si chiamava la vera “Marinella”? Di cosa parla “La domenica delle salme”? Don Raffaé si riferisce a Raffaele Cutolo? E’ vero che “Andrea” parla di un amore omosessuale?
Queste sono solo alcune delle domande che si è posto l’autore prima di iniziare la sua ricerca.


Il libro segue il percorso cronologico delle canzoni, da “Nuvole barocche” a “Smisurata preghiera”. A ogni album è dedicato un capitolo e ogni canzone ha il suo commento.
Tutti i testi sono accompagnati da un’ampia ricerca sulle fonti di ispirazione: le locandine del film “Soldato Blu” e “Il piccolo grande uomo” che hanno ispirato "Fiume Sand Creek", la stazione di Sant’Ilario, la copertina della prima edizione dell’Antologia di Spoon River, le copertine degli album tradotti (Brassens, Cohen, Dylan….), e anche qualche informazione sui dischi di De André pubblicati all’estero.


Uno spazio speciale, nella nostra presentazione, sarà dedicato naturalmente a "Khorakhané".
Secondo l'autore è una delle canzoni che rappresenta la summa della capacità artistica di Fabrizio De André. Pur avendo altissimi livelli poetici, con immagini stupende e sintesi incredibili, mantiene una mescolanza di testi e musica che la rende capolavoro. Inoltre praticamente ogni strofa è un "pezzo" di storia del popolo Rom.


Walter Pistarini
Dal libro:
Nell’album  Anime Salve, finalmente, De André scrive la canzone che gli è  ronzata per la testa per parecchio, almeno come intenzione. Anche l’interpretazione è molto partecipata, quasi commossa per questo popolo perseguitato. La chiave di lettura è abbastanza ovvia. Tra i tanti commenti e spiegazioni che Fabrizio ha concesso, eccone uno particolarmente articolato:  “E’ tempo di nomadismo. Hanno ragione loro, gli zingari, un popolo che potrebbe veramente scrivere un capitolo importante della storia dell’uomo. Vivono su questo pianeta da migliaia di anni senza nazione, esercito, proprietà. Senza scatenare guerre. Custodiscono una tradizione che rappresenta la cultura più vera e più semplice dell’uomo, quella più vicina alle leggi della Natura. Ti può sembrare una visione parziale e romantica? Cerco solo di farne una lettura meno superficiale di quanto normalmente ci fa comodo. Andiamo verso un mondo di pochi ricchi disperatamente sempre più ricchi, mentre il resto dell’umanità, quei miliardi di uomini che continuiamo a chiamare curiosamente “le minoranze”, si muovono in modo molto diverso da quello che consideriamo normale.” ( Gianni Perotti, Intervista a Fabrizio De André, “Re Nudo”, Marzo 1997 in C. Sassi-W. Pistarini, De André Talk, Coniglio, 2008)
La canzone è piena di riferimenti storici e culturali e vale sicuramente la pena di cercare di comprenderla appieno. Oltre al contenuto decisamente notevole, è di una poeticità mirabile, e la musica, compresi gli arrangiamenti, sono perfettamente in sintonia con il senso della canzone. A completare il tutto c’è l’interpretazione vocale di Fabrizio, bella, piena e partecipata come non mai.
Va premesso che quelli che vengono chiamati zingari sono in realtà un popolo proveniente da una regione dell’India settentrionale, e accomunati da una lingua, il romanes/romani di chiara derivazione sanscrita.  Anche l’origine della della parola “rom” è  indiana: il significato è quello di "uomo", in particolare "uomo libero". Oltre ai rom ci sono i sinti (quelli provenienti da una regione del  Pakistan chiamata Sindh). Insieme rappresentano i due ceppi principali.
Le religioni principali diffuse presso questo popolo sono la cristiana e la musulmana.
La canzone prende il titolo dai Khorakhané (o Khorakhana, letteralmente: "Amanti del Corano"), che sono una tribù rom musulmana di origine serbo-montenegrina."
Lo staff del Museo del Viaggio

lunedì 6 febbraio 2012

Nuovo incontro del corso di cultura rom del Museo del Viaggio

La scuola: luogo di appartenenza o di esclusione?
di Angela Sacco e Luana Anostini


"Educazione" foto di Robybor
Il Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè,
è lieto di invitarti al prossimo incontro del ciclo "Il popolo Rom"
lingua, cultura, storia, tradizioni e attualità, dedicato alla scolarizzazione dei Rom e dei Sinti in Italia

Mercoledì 8 febbraio 2012,
dalle 17.00 alle 19.00
al Museo del Viaggio di Via Impastato, 7 - Milano Rogoredo

Durante l'incontro verrà data viva voce ai bambini e ai ragazzi rom attraverso le loro parole, i loro racconti e i loro disegni e verranno narrate esperienze positive di inserimento scolastico. In particolare, la studentessa Luana Anostini, laureanda in Scienze della Formazione Primaria alla Bicocca, illustrerà la storia di un percorso pedagogico e didattico da lei gestito direttamente in una classe di una scuola milanese che ospitava una bambina rom rumena del campo di via Triboniano e che ha avuto esiti positivi e inclusivi.


Angela Sacco, che ha alle sue spalle molti anni di insegnamento, sei dei quali come insegnante facilitatrice dei bambini rom e sinti, è distaccata a tempo pieno dal 1999 presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria che prepara i futuri insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria con il ruolo di supervisore del tirocinio e Cultore della materia in Letteratura italiana e in Didattica della letteratura. Studiosa, autrice di saggi e poetessa , si occupa da circa diciotto anni del problema dei rom e dei sinti, è stata a lungo formatrice per conto dell'Università delle mediatrici culturali rom e sinte di Milano, ha collaborato con diversi enti e istituzioni e con la stessa Opera Nomadi in progetti a favore delle popolazioni rom e sinte.


I contenuti dell'incontro:
Angela Sacco svolgerà un discorso sulle complesse ragioni che rendono l'esperienza scolastica dei bambini e dei ragazzi rom e sinti un percorso difficile, conflittuale e non di rado frustrante. Come è possibile che il diritto di accesso alla scuola, che potrebbe costituire un'importante opportunità di riscatto civile e di positiva interazione, si trasformi troppo spesso invece in una delusione o addirittura in un dramma?
I dati sulla scolarizzazione dei minori rom e sinti in Italia e in Europa sono sconfortanti. I minori rom non frequentano la scuola, e quando lo fanno, la loro frequenza è saltuaria e raramente riescono ad accedere alle scuole medie superiori; inoltre, salvo eccezioni, i loro risultati nell'apprendimento vengono definiti scarsi. Autrice del libro “La parola e il segno: bambini zingari in viaggio tra due mondi” (Belladonna Editrice), Angela Sacco affronterà il problema sviluppando una riflessione a partire dal mondo della cultura e della vita di questi bambini e ragazzi, servendosi degli strumenti dell'antropologia, della psicologia culturale, della filosofia e della pedagogia interculturale.
Nel libro viene proposto un percorso all'interno del loro immaginario e del loro modo di pensare e concettualizzare il passaggio dall'oralità alla scrittura, dal mondo della parola a quello dei segni: è in gioco una trasformazione complessa della mente che richiederebbe alla scuola una pedagogia e una didattica diverse.
Il problema riguarda molto da vicino le caratteristiche della scuola come istituzione e le difficoltà di contatto e di dialogo con le famiglie rom e sinte. Se da un lato le famiglie rom non hanno ancora maturato delle scelte chiare a favore dell'istruzione dei loro figli, dall'altro è anche perché la scuola si rivela inadeguata a questi bambini e ragazzi che, prima ancora che a leggere e a scrivere, debbono imparare a commisurarsi con una gestione dello spazio e del tempo lontana dalla loro cultura, con la comunicazione in una lingua che veicola parole e significati che non conoscono e con le routine didattiche all'interno dell'istituzione, le quali vengono spesso date per scontate dagli insegnanti e rendono complicata la loro partecipazione alle attività della classe.
Del resto la scuola italiana non ha scelto in modo consapevole l'approccio integrato rispetto alle culture dei suoi allievi, lo ha piuttosto subito. Inoltre, l'ignoranza del problema e della cultura di questi bambini e ragazzi genera comportamenti pieni di stereotipi e pregiudizi senza che l'istituzione sia in grado di mettere in campo uno sguardo critico e autocritico sulle proprie pratiche che risultano di fatto esclusive, piuttosto che inclusive. E questo va affermato pur riconoscendo lo sforzo e la fatica degli insegnanti sensibili e preparati che comunque vi sono.


Non mancate!!!


Lo staff del Museo del Viaggio